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GUJARAT 2019

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Le foto più belle del viaggio!

Giuliano Giulitti

Da circa un mese, tutti i miei amici e non mi domandano dell’India di come è, certe volte non riesco a spiegare, tanto è difficile trovare le parole per descriverla, così piena di contraddizioni, e riferire di

come è la sporcizia camminandoci anche sopra, e come anche noi turisti siamo stati a rischio da infezioni frequentando i loro gabinetti.

Mi ha sconvolto poi l’inerzia di come affrontano la vita, forse causata dall’ancestrale divisione delle caste.

Ma la manifestazione di amicizia e spontaneità nell’approcciarsi cancella ogni difficoltà e avversità.

Il loro manifestarsi è il loro Karma, che abbisogna di nuove entità per arricchirsi, e noi eravamo questi elementi.

Bambini, giovani, vecchi, uomini e donne non aspettavano altro che immortalarsi nelle nostre macchine fotografiche, e noi con loro, nei loro cellulari, e lo si vede nelle immagini scattate e riportate qui per rendersi conto dell’atmosfera di un paese emergente, l’ India misteriosa e ammaliatrice, gioviale, povera, e multi religiosa, coloratissima e profumata di spezie.

Un mondo lontano che ho avuto la fortuna di scoprire e immortalare da semplice fotoamatore

con la mia la mia Nikon

Maura Troncon

L'India è un paese senza tempo, le distanze si contano in ore che non sono mai certe. E' un paese in continuo movimento in un vortice di colori, odori, religioni, dove nulla è permanente, ma tutto è al suo posto. India: il prisma del mondo.
NAMASTE INDIA

Emanuele Portelli

Il Gujarat mi ha sorpreso per le sue emozionanti e peculiari caratteristiche.

Dal punto di vista fotografico i colori sono la dominante che accomuna le persone pronte a "condividere" lo scatto. La loro disponibilità è infatti a volte disarmante perché, superata la prima fase di stupore e/o ritrosia, sono loro stessi ad offrirsi per essere ripresi al fine di agevolarti.

Il turismo non ha ancora invaso la loro terra e quindi le occasioni di contatto sono ancora genuine, basate sul cercare un dialogo, ancorché muto per il differente idioma, e sul desiderio di offrire il meglio di loro stessi.

Non da meno sono i numerosi templi con le pareti e colonne dense di raffigurazioni scolpite come fossero merletti.

Dal punto di vista della viabilità bisogna dire che il Gujarat ti mette a dura prova.

Strade il più delle volte sconnesse, dossi per rallentare (o meglio far fermare) gli automezzi, traffico caotico, vacche che utilizzano le corsie per i propri spostamenti autonomi o soste per ruminare, determinano l'allungarsi dei tempi di percorrenza da un posto ad un altro. Ben presto abbiamo imparato ad usare una nuova unità di misura del tempo per i trasferimenti: le "ore indiane" che risultano essere molto ma molto più lunghe delle "ore italiane".

Dal punto di vista spirituale mi è rimasta impressa la serenità degli abitanti nell'accettare quello che la vita offre loro. Ho visto pari dignità sia nelle persone di casta più elevata che in quelle di casta più bassa.

E' davvero una sorpresa veder uscire dalle misere tende dei nomadi o dalle pseudo abitazioni signore avvolte in "sari" puliti e dai colori sgargianti.

Il Gujarat è ancora l'India che ti aspetti, non ancora contaminata dai nuovi costumi di vita, l'unica eccezione sono i telefonini che imperano ovunque ma non sono ancora riusciti a scalzare le loro tradizioni.

Altrettanto interessante è stata la sosta a Pushkar nel bel mezzo della "Fiera dei cammelli". Un tripudio di colori, animali, personaggi, mercatini e spiritualità nelle scalinate che scendono nell'acqua sacra del lago.

Un viaggio che non si dimentica!

Un grazie a chi ha organizzato l'itinerario (Nuova Colore), a chi ha provveduto ad attuarlo (Utpull), ai partecipanti e alle guide ed autisti.

Paolo Pat

Viaggio straordinario, organizzato con la tradizionale cura, meticolosità e “cuore” da due persone straordinarie: Roberta e Dario Sottana.

I risultati, riguardando le foto dei miei precedenti viaggi sono straordinari. Non pensavo che sarei riuscito a realizzare fotografie, ai miei occhi, così interessanti.

Il merito va anche agli amici che ho incontrato nel viaggio, al suggestivo territorio che abbiamo visitato e alla sua splendida popolazione: accogliente, sorridente, molto spontanea nel vivere la loro spiritualità.

Il grande Raj Banewal, titolare dell’agenzia che ci ha accompagnato nel nostro viaggio si è dimostrato un entusiasta, professionale amico, che ha dissipato qualsiasi difficoltà, risolto gli inevitabili problemi che si sono presentati e sollevato il morale dei partecipanti nelle lunghe faticose trasferte.

Sorprendente amalgama di persone accomunate dal rispetto degli uni verso gli altri e dalla comune passione per la fotografia.

Al prossimo incontro.

Sandra Suitner

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